L’Orto Botanico di Padova, inserito nella Lista del patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è al mondo la più antica istituzione universitaria del genere. Nacque nel 1545 per volere di Francesco Bonafede, professore all’Università di Padova, che per primo sentì l’esigenza di un orto medicinale nel quale coltivare, osservare, studiare e sperimentare la piante medicinali sia indigene che esotiche.
Il nucleo originario consiste in uno spazio circolare, detto appunto Hortus
Sphaericus, in cui è inscritto un quadrato, a sua volta suddiviso in quattro
quadrati minori, separati da due viali perpendicolari orientati secondo
i punti cardinali. La forma circolare, l’iscrizione in essa del quadrato,
la caratteristica ripartizione geometrica in 16 settori, sono tutti riferimenti
a simbologie cosmologiche, proprie del periodo rinascimentale.
Nel XVIII
sec. furono costruiti i quattro ingressi monumentali chiusi da cancellate
in ferro battuto e poste anche quattro fontane in pietra d’Istria, due
di queste arricchite da statue e busti allegorici. Tra la fine del ‘700
e l’inizio dell’‘800 serre in pietra provviste di un sistema di riscaldamento
sostituirono quelle mobili poste nel lato meridionale del giardino e contemporaneamente
l’orto fu completato con un arboretum (vivaio di alberi e arbusti a scopo
di studio), un giardino all’inglese attraversato da viali sinuosi e una
piccola collina, nota con il nome di belvedere.
Il visitatore che entra
nell’Orto si trova circondato da più di seimila esemplari di piante e alberi
che formano nel loro intreccio un’oasi silenziosa nella quale può girare
indisturbato facendosi guidare dai colori, dai profumi o dalle forme, talvolta
bizzarre, che la natura può assumere.
La cosiddetta palma di Goethe – chiamata
così in onore del sommo poeta che nel
1786 la studiò durante un soggiorno in Italia, e poi utilizzò le osservazioni
raccolte per la stesura del famoso saggio “Sulla metamorfosi delle piante” del
1790 - è la pianta arborea più celebre e longeva della collezione, con i suoi
quasi 420 anni di vita, dato che fu piantata nel 1585. Ma ci sono anche altri
alberi ultracentenari: un platano orientale del 1680, un maestoso esemplare di
ginkgo biloba e una magnolia risalenti alla metà del Settecento sono ritenuti
tra i più antichi esemplari di queste specie viventi in Europa; nell’Arboretum
si trova addirittura un tronco di farnia subfossile vissuto intorno al 700 avanti
Cristo, a testimonianza delle foreste che ricoprivano un tempo tutta la Pianura
padana. Nelle aiuole dell’Hortus Sphaericus si trovano tuttora coltivati i “Semplici”,
cioè le piante che nel passato avevano funzione medicinale, e, accanto ad esse,
anche quelle di interesse medicinale attuale e cioè di comune impiego sia farmaceutico
che erboristico.
E per continuare piante grasse e carnivore, velenose ed acquatiche,
ammalianti orchidee ed inebrianti rose... e un itinerario didattico per i non
vedenti e ipovedenti dotato di formelle in cotto che indicano il nome e le peculiarità delle
specie in scrittura Braille.
Per
informazioni:
Orto Botanico dell'Università di Padova
Via Orto Botanico 15, Padova
Tel. 049 8272119
- Fax 049 8272120
Web: www.ortobotanico.unipd.it
EMail: ortobotanico@unipd.it
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