Che
sia in insalata, ai ferri, alla parmigiana, al sugo o nel risotto è proprio
il caso di dirlo: è più che mai tempo di radicchio.
Difficile scegliere tra le molteplici varietà di questa
cicoria, che si presta a insaporire molti piatti autunnali. Se
decidere qual è il più buono è veramente
arduo, non è sbagliato affermare che uno tra i più belli è quello
di Castelfranco: giallo, con striature rossastre, si apre come
una rosa subito dopo il raccolto e regala un tocco di gusto e
colore alle nostre insalate. Molteplici sono le varietà di
questa cicoria che si possono trovare sul mercato, ma qual è il
vero radicchio di Castelfranco? Da una recente analisi del
seme emerge che il mancato coordinamento delle aziende produttrici
di questo ortaggio ha portato ad una graduale perdita delle sue
peculiari caratteristiche morfologiche e organolettiche tipiche.
Per salvaguardare la qualità del Radicchio di Castelfranco, Veneto
Agricoltura, in collaborazione con il Consorzio di tutela
del Radicchio e l'Università di Padova, nell'ambito
dell'Azione Comunitaria "Recupero del germoplasma del radicchio
variegato di Castelfranco per la produzione di seme da destinare
ad aree vocate", si è posta l'obiettivo di recuperare
le selezioni locali rispondenti all'ideotipo di riferimento,
e quindi assoggettarlo a tecniche di selezione molto rigorose
per ottenere seme altamente caratterizzato. Il progetto, partito
tre anni fa, è consistito nella raccolta di piante che
più si avvicinavano alla descrizione tipica di radicchio
di Castelfranco da zone IGP. Dai semi sono stati eliminati i
caratteri secondari fino ad ottenere l' "ideotipo", che è stato
quindi "collaudato" mediante un reimpianto nelle stesse aree
di raccolta. Con questo progetto, realizzato presso il Centro
Sperimentale Ortofloricolo di "Po di Tramontana", sede
di Veneto Agricoltura che svolge attività di promozione
di innovazioni nei settori orticolo e floricolo, si è prodotto
un significativo quantitativo di seme, che è disponibile
per i produttori e per le aziende delle aree vocate.Roberta Polese |